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LEGGE STABILITÀ 2017 – ECCO LE NOVITA' INTRODOTTE AL CREDITO IMPOSTA PER LE ATTIVITÀ DI RICERCA E SVILUPPO
Lunedì 12 Dicembre 2016 12:39

Lo scorso mercoledì il senato ha approvato in via definitiva la Legge di Stabilità 2017 (Disegno di legge, Senato della Repubblica, 07/12/2016 n° 2611).

Vediamo nel dettaglio cosa prevede il credito d’imposta 2017 per le attività di ricerca e sviluppo e quali saranno le principali novità introdotte con la Legge di Bilancio 2017 dopo il via libera della Commissione europea.

Attualmente Il credito d'imposta introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 è previsto per tutte le imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo fino al periodo in corso al 31 dicembre 2019, senza limiti di fatturato e indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano e dal regime contabile che adottano.

La nuova Legge di Bilancio proroga di un anno quindi fino a tutto il 2020 il credito d’imposta per Ricerca e Sviluppo.

Inoltre il nuovo credito d’imposta sarà quadruplicato in quanto aumentano i benefici concessi alle imprese che investono in programmi di ricerca e sviluppo che passano dall’attuale importo massimo annuale - riconoscibile a ciascun beneficiario- di 5 milioni di euro a 20 milioni di euro (con una spesa minima di 30 mila euro).

Altro aspetto molto importante riguarda poi l’aliquota da applicare alle singole voci di spesa (relative a ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale) ammissibili ai fini del credito di imposta che verrà uniformata ed estesa al 50% per tutte le voci di spesa ammissibili che ricordiamo essere:

  • assunzione di personale altamente qualificato impiegato nella ricerca (già 50%);
  • quote di ammortamento acquisizione o utilizzazione strumenti e attrezzature (era al 25%);
  • contratti di ricerca con università, enti di ricerca, imprese, start up innovative (già al 50%);
  • competenze tecniche e privative industriali (era al 25%).

Infine saranno ammesse all'agevolazione anche le imprese che operano sul territorio nazionale in base a contratti di committenza con imprese residenti o localizzate in altri Stati Ue, in Paesi aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo o inclusi nella lista di cui al decreto del Ministero delle Finanze del 4 settembre 1996, aggiornata dal decreto del 9 agosto 2016.

Le nuove disposizioni avranno efficacia a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016.


 
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